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Rassegna Bandistica di Sicilì 2011 Banda di Conversano

segnalato da
Olga Chieffi

da Giovedì a Giovedì
Sicilì

Rassegna Bandistica di Sicilì 2011 Banda di Conversano - Sicilì

Categoria: Concerti

La piazza di Sicilì e il cane Alfonso
Gran concorso di pubblico nella raccolta frazioncina del comune di Morigerati, per la rassegna bandistica che ha avuto quale prestigioso ospite la formazione di Conversano diretta da Vincenzo Cammarano


Di Olga Chieffi
Una folta cornice di pubblico ha affollato la raccolta piazzetta di Sicilì, piccola frazionino del comune di Morigerati, che nonostante i pesanti tagli allo spettacolo ha inteso rinnovare il suo rito agostano con la rassegna bandistica. Ai piedi del centenario noce che campeggia nel cuore del paesello, è stato montato il palco, su cui si è assisa la prestigiosa Orchestra di Fiati di Conversano, diretta dal M° Vincenzo Cammarano, docente del nostro conservatorio e figlio del Cilento, della vicina Camerota. In una serata, presentata dal Presidente della Pro loco di Scario, Giuseppe Cangiano, aduso a raccontare aneddoti sulle opere liriche, lanciandosi anche piccole pillole di estetica musicale, diversi amanti della tradizione bandistica, sono saliti a Sicilì per omaggiare e ascoltare Vincenzo Cammarano. Se la giornata ha avuto quale preludio il matinée con l'esecuzione di alcune marce e della riduzione bandistica de' "I Mietitori", opera composta dal fondatore di questa formazione , Giuseppe Piantoni, interessante è risultato il programma della serata principiato con la marcia I Lancieri del Bengala di Grupyn, pseudonimo, ha affermato il M° Cammarano, sotto cui si celò Amleto Lacerenza, per vincere la gelosia di Domenico Fantini e la sua renitenza ad eseguire le sue marce. Portrait di Giuseppe Verdi, nella prima parte della scaletta, in questo anno risorgimentale, con l'esecuzione dei vividi balletti dei Vespri Siciliani, prima di trasferirci nella casa di Violetta del primo atto e, nel secondo, in quella di Flora, affollata non soltanto da matadori e zingarelle, dove è rivissuta la Traviata. Passaggio al verismo con una fantasia di Cavalleria Rusticana, in cui l'esperta bacchetta di Vincenzo Cammarano ha ben schizzato i diversi movimenti dei temi contrastanti, i modi arcaici evocativi delle melodie, i temperamenti offerti dallo scivolio cromatico, privi di intenzione i colori chiari della natura, rispecchianti quelli della fatalità amorosa e gli oscuri pugni delle percussioni e dei bassi che muovono il sangue, sino al breve intermezzo che si è espanso rinforzando ondeggiando, come il vento e gli stessi sentimenti umani, fluttuando per i loro ciechi labirinti. l'omaggio floreale di prammatica al Maestro e ai suoi solisti e il ringraziamento con la marcia "The King" di Archibald Mirri. Il finale protrattosi ben oltre la mezzanotte è stato affidato ad una rivista lirica, che ha salutato l'entrata di Escamillo e dei suoi couplet, il brioso “Orphée aux enfers” di Jacques Offenbach, il gran finale dell’Atto II dell’Aida e la sua genialissima marcia trionfale che non supera l’ambito dell’ottava, costruita su sole cinque note, prima di fare l'abituale salto a Pekino, al tempo delle favole, per elevare il “Nessun dorma”, e il trionfo dell'amore finale della Turandot, in cui la partitura esce allo scoperto, grondante di suoni, splendente di impasti ferrigni e luci diamantine, strappando l'applauso dell'attento uditorio. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune, e fondamentale riferimento, lo spazio. Un di-segno per Sicilì è partito proprio da questa sua piazza, sorvegliata bonariamente dal suo noce e dal suo padrone, il pointer Alfonso, adottato dalla piccola comunità, amatissimo compagno di giochi dei bambini, conquistatore delle belle signore. La nostra storia è scritta negli occhi del cane da caccia, non vi è animale al mondo che si sia dedicato più interamente al servizio dell’uomo, e mai la dolcezza, la devozione e l’ obbedienza furono più mal ricompensate, la sua grazia si accompagna alla potenza e la forza si fa dolcezza: se la sua lotta è lealtà, la sua fedeltà non sarà mai schiavitù. Il dopo concerto si è naturalmente consumato a tavola: l'assessore provinciale al patrimonio e ai beni culturali, Salvatore Arena, il sindaco Cono D'Elia, convinto di dover mantenere salde le radici e i riti della sua gente racchiusi nella chioma di quel noce illuminato da un quarto di luna, e ancora Nicolangelo Marsicani, patron di una eccellenza del nostro territorio, il suo frantoio e il suo olio extravergine pluripremiato in tutto il mondo:" Si parla di parco - ha affermato l'imprenditore - fauna, flora, pietre, beni culturali, ma la gente, chi salvaguarda la gente che è costretta ad abbandonare la propria terra?". Intanto, tra le antiche pietre di Sicilì, il nobile pointer Alfonso, ascoltando il racconto del grande noce, giocava con le sue lune.